Progetto Biodanza e Disabilità

a cura della Dottoressa Cristina Canino

Emozionarsi dà accesso alla vita
e ciò ci rende disponibili
e flessibili a nuovi apprendimenti

Prof. Rolando Toro Araneda, Psicologo,
Antropologo, Creatore del Sistema Biodanza.

La Biodanza è un sistema di integrazione affettiva,
di rinnovamento organico e di riapprendimento delle funzioni originarie della vita.


Biodanza è applicata a individui affetti da disturbi e malattie psicosomatiche; a individui diversamente abili sensoriali (ipoacusici, non vedenti) e mentali (sindrome di Down, autismo, disturbi dell’umore, disturbi del comportamento); a individui affetti da disturbi gastroalimentari, alimentari, da diabete, da osteoporosi, da ipertensione arteriosa sistemica, da cardiopatie, da sindrome di Parkinson, da neoplasie, da AIDS, da tossicodipendenza.

  • Agisce sullo stimolo delle potenzialità di ognuno
  • Rafforza le emozioni sane e la loro espressione coerente con l’ambiente
  • Induce ad un apprendimento attraverso la “vivencia” (quello degli affetti ed emozioni) stimolando un’espressione autentica di sé.
  • Attiva e rinforza i propri “modelli interni” di azione e di comunicazione in relazione con ciò che accade attorno, non producendo “modelli” di movimento comunicativo, un “dover essere”, ma sì un’espressione autentica di sé.
  • Facilita una relazione d’incontro immediato con l’altro.
  • Stimola la disponibilità e l’apertura alle diverse possibilità di apprendimento.

Origine della Biodanza
La Biodanza nasce negli anni '60 nell’Ospedale Psichiatrico dell’Università Cattolica di Santiago del Cile, dove per opera del suo ideatore Rolando Toro, psicologo e antropologo cileno, diventa anche vera e propria materia di un corso universitario nel Dipartimento di Estetica della Pontificia Università Cattolica del Cile, ma principalmente porta sorrisi, movimento, connessione con la vita e valorizzazione dell’essere umano. Per il Prof. Toro i ricoverati non erano pazienti legati a un numero ai quali somministrare psicofarmaci, ma individui, esseri umani da considerare e rispettare nella loro unicità e unità psico-fisica; successivamente si rese conto che questa metodologia, essendo basata principalmente su concezioni biologiche e antropologiche, diventava accessibile a qualunque essere umano poiché racchiudeva movimenti di legame con la vita raggiungibili da tutti. Le necessità sociali di una comunicazione affettiva lo portano ad espandere questa metodologia a tutti i campi dell’espressione umana.

 

Modalità operative

  • Le lezioni di Biodanza si svolgono in gruppo e gli elementi che si utilizzano sono:
  • La danza (movimento carico di emozione-impulso all’azione),
  • La musica (stimolo che porta ad esprimere un’emozione integrata al movimento)
  • La “vivencia” (istante vissuto con intensità).

 

Gli esercizi che si realizzano per favorire queste funzioni sono ad esempio:

  • Movimento di recupero del camminare naturale;
  • Movimento di rafforzamento del sinergismo (integrazione emisfero destro e sinistro del cervello);
  • Danze ritmiche e danze con variazioni ritmiche;
  • Danze di coordinazione e sincronizzazione ritmica a due e in gruppo;
  • Giochi di vitalità;
  • Giochi di sviluppo creativo;
  • Danze creative;
  • Movimenti lenti mirati a sciogliere le tensioni del collo, spalle e fianchi
  • Danze lente che stimolano il risveglio della sensibilità all’incontro con sé e con gli altri.

 

È attraverso l’allegria del gioco che si cerca di favorire l’integrazione di ogni partecipante all’interno del gruppo.

La metodologia di Biodanza consiste nell’indurre nei partecipanti, tramite un insieme di esercizi, delle esperienze integranti vissute con grande intensità nel qui e ora, in grado di coinvolgere la cinestesia (percezione del proprio corpo in movimento) e le funzioni emozionali e viscerali, che vengono definite vivencia. Tali esercizi, oltre ad avere una valenza simbolica e psicologico-emozionale, hanno degli effetti fisiologici precisi, di seguito specificati.

Azione sul sistema nervoso autonomo, simpatico e parasimpatico – Il sistema simpatico è legato a stati di attività e di vigilanza e allo stimolo dei meccanismi istintivi di lotta e fuga, mentre il sistema parasimpatico è legato allo stato di riposo e sonno e allo stimolo dei meccanismi di rilassamento, protezione contro lo stress e riparazione organica. Gli esercizi di Biodanza che rinforzano il senso di identità, spesso accompagnati da musiche dal ritmo euforizzante, attivano il sistema simpatico, mentre quelli che inducono rilassamento, spesso accompagnati da musiche lente e dolci, attivano il parasimpatico. Lo stile di vita della nostra cultura spesso stimola le funzioni di vigilanza e attività a scapito di quello di riposo, inducendo uno squilibrio neurovegetativo. La pratica della Biodanza contribuisce quindi a stabilizzare ed armonizzare l’equilibrio neurovegetativo.

Azione sul sistema psiconeuroendocrinoimmunitario (insieme del comportamento, dei fenomeni psichici, neurologici, endocrini e immunitari)– Certi effetti che gli individui affermano di provare per effetto della vivencia (ad esempio, stimolare le motivazioni vitali, indurre tranquillità, piacere cinestesico, senso di unione con gli altri, ecc.) e di cui esistono numerosi riscontri di natura fenomenologia, sono analoghi a quelli prodotti dall’azione di alcuni neurotrasmettitori e ormoni (es. dopamina, noradrenalina, GABA, ecc.). E’ stato dimostrato, attraverso recenti studi  e ricerche a carattere empirico svolti da Marcus Stueck, psicologo e ricercatore dell’Università di Lipsia, effettuata su campioni di gruppi di praticanti di biodanza, che tali effetti corrispondono a variazioni immediatamente riscontrabili sul battito cardiaco, sulla pressione arteriosa, sulla sudorazione, sulla produzione di noradrenalina e ossitocina, sull’innalzamento del numero dei globuli bianchi, sulla temperatura corporea.

Il Sistema Biodanza può essere applicato sia con persone con difficoltà di relazione e di contatto fisico e sociale, sia con persone sane, con successo per lo sviluppo dei rapporti umani e della salute, l’accrescimento delle risorse e la prevenzione dello stress. Sviluppa l’autonomia psicofisica e aumenta la capacità di azione e l’efficienza personale. Effetti specifici si hanno nella riduzione dei disturbi psicosomatici, nella modulazione e bilanciamento dei diversi stati emozionali (es. migliore regolazione della rabbia, maggiore ottimismo) e nella riduzione dello stress. Rispetto al sistema immunitario, è stata constatata una migliore reazione immunitaria a breve e lungo termine.

Biodanza è applicata a individui affetti da disturbi e malattie psicosomatiche; a individui diversamente abili sensoriali (ipoacusici, non vedenti) e mentali (sindrome di Down, autismo, disturbi dell’umore, disturbi del comportamento); a individui affetti da disturbi gastroalimentari, alimentari, da diabete, da osteoporosi, da ipertensione arteriosa sistemica, da cardiopatie, da sindrome di Parkinson, da neoplasie, da AIDS, da tossicodipendenza.

 

Come si pratica

  • Gli esercizi di Biodanza sono accuratamente strutturati in relazione al ‘modello teorico’, e i loro effetti sono previsti e sempre sotto controllo.
  • Ci sono diversi tipi di esercizi:
  • Individuali, in coppia, in piccoli gruppi e che coinvolgono tutto il gruppo.
  • La maggior parte degli esercizi si esegue con la musica; in alcuni di essi, invece, ci si esprime mediante il canto o il silenzio.
  • Le sequenze degli esercizi seguono regole che hanno obiettivi precisi, per esempio, l’aumento della resistenza allo stress e la stimolazione delle funzioni neurovegetative.
  • La Biodanza non è praticabile individualmente; essa risulta efficace all’interno di un gruppo affettivamente integrato, il quale offre possibilità diversificate di comunicazione e funge da ‘contenitore protettivo’ per ciascuno dei partecipanti durante la realizzazione delle proposte.
  • La Biodanza non propone un modello di comportamento: ogni individuo che entra in contatto con se stesso in un processo di integrazione offre il proprio modello genetico di risposte vitali.
  • Il Sistema Biodanza è aperto alla comunità: la nozione di ‘sistema aperto’ implica forme di legami con il mondo esterno che si caratterizzano per la tolleranza nei confronti della diversità, include dunque l’umanità come tale, senza discriminazioni di razza, sesso, età, stato di salute, cultura o disponibilità di mezzi economici.

 

Obiettivi generali

  1. Espressione e rinforzo dell’Identità
  2. Sviluppo della capacità di empatia, di partecipazione, condivisione e collaborazione (integrazione del gruppo)
  3. Stimolare il riconoscimento delle proprie necessità
  4. Integrazione psicomotoria individuale
  5. Aumento dei livelli di vitalità: stimoli sul sistema simpatico.
  6. Sviluppo dell’azione e delle capacità espressive nel movimento attivo
  7. Integrazione psicomotoria – affettiva, danze armonizzanti: stimoli sul sistema parasimpatico
  8. Sviluppo dell’espressività nel movimento lento - dissoluzione delle tensioni muscolari.
  9. Permettere l’integrazione del movimento espressivo con l’emozione (superare la timidezza)
  10. Rendere possibile l’iniziativa con feedback
  11. Integrazione nella comunicazione del contatto fisico e dello sguardo con feedback.
  12. Creare le condizioni fisiche e emozionali per rendere disponibile all’apprendimento e il contatto con le attività quotidiane.

 

Tempi di svolgimento

I tempi per avere un minimo di risultati concreti sono circa 3 mesi. Gli obiettivi sono vari, ma relazionati direttamente tra loro; si svilupperanno in ogni lezione approfondendosi il punto più importante per il gruppo.

 

Modalità di verifica

Durante il percorso si prevedono verifiche attraverso l’osservazione e colloqui con i genitori

 

Logistica

Si richiede l’utilizzo di una sala di almeno 50 mq.
Per gruppi con più di dieci persone è necessaria una sala più ampia.

 

OperatoreCristina Canino

  • Dott.ssa in Psicologia clinica e di comunità.
  • Studiosa del movimento umano, delle dinamiche di gruppo e delle potenzialità creative dell'essere umano.
  • Operatice Didatta e Tutor di Biodanza Sistema Rolando Toro Araneda, specializzata nell'utilizzo della biodanza voce e percussioni e nella biodanza con bambini, adolescenti e portatori di handicap.
  • Dirige a Napoli la Scuola di Formazione SRTA di Biodanza.
  • Conduce da 10 anni gruppi esperienziali e seminari a Napoli e in diverse città d'Italia.

Contatti
366.1054695
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