Feedback e Testimonianze


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(Giulena Giancotti, Direttore sanitario)

Sono una sessantraquattrenne medico, orgogliosa del mio tempo ma diversamente abile, ovvero affetta dall’età di sette mesi da poliomielite alla gamba destra, con andamento claudicante e piede equino, e con un ginocchio non estensibile di circa 9/10°. Ho conosciuto biodanza nel maggio 2017; ero alla ricerca di un modo come mettermi in contatto con la vita attraverso la danza e sono approdata da Cristina Canino alle soglie dell’estate, con il dolore straziante di una mamma che pochi mesi prima ha perso un figlio e con la curiosità del principiante che vuole scoprire e vedere con gli occhi dell’anima.
Il mio percorso inizia senza pregiudizi, senza neanche chiedermi se avessi mai potuto danzare, lasciandomi guidare dalla mia maestra e chiudendo gli occhi della ragione per tenere in ascolto solo il cuore.
Quello che cercherò di descrivere è ciò che continuo a vivere nei miei incontri settimanali di biodanza, affermando fortemente che anche l’impossibile è possibile. Per questo parlerò al presente come se stessi danzando ora con voi.
La mia gamba destra si muove in armonia con il resto del mio corpo, il mio quadricipite paretico incomincia a contrarsi involontariamente e il mio piede equino batte talmente il pavimento che riporta segni di calpestio sul quel piccolo calcagno mai sviluppato (per i non addetti ai lavori il piede equino è un piede che appoggia solo la pianta anteriore ovvero solo le dita con una residua pianta che lascia senza contatto il calcagno oramai involuto nello sviluppo). La condivisione del mio stato con i miei compagni di viaggio mi permette di poter cadere… cosa mai avvenuta ma comunque accettata nell’ipotesi del danzare; il mio corpo si fortifica al contatto con la terra tanto più madre ora che mi consente di sentirla ed esplorarla con entrambi i piedi. Se oggi mi si chiede cosa è per me la biodanza rispondo che è la mia filosofia di vita: ho imparato a rispettare la mia disabilità… non corro più… cammino; posso correre ma corre tutto il mio essere e non arranco perché il mio piede e la mia gamba si muovono in armonia con la gamba e il piede sano; così sono in cammino per imparare a camminare con l’altro diverso da me. Il mio sguardo oggi è più dritto a ciò che mi sta davanti e non è piegato a vedere i miei passi (sguardo per terra) perché ho scoperto che posso fermarmi, ma posso danzare come una farfalla; non mi occorrono i riferimenti spiacevoli (attenta, inciampi!) Cristina mi ha dato la chiave della leggerezza ed io non la restituisco.
Non mi spavento alla mano alzata del mio compagno che mi ferma… oggi posso dirmi che non riesco a superare il dosso perché il mio piede soffre fisicamente, e non vuole sentire la frase CI PROVO, ma NON VOGLIO.
Così diventa semplice vivere, gioioso il fare e curioso andare avanti senza martellate, senza rimpianti o rimproveri al proprio essere ma attraverso il mio stato fisico ho recuperato la normalità della vivencia: stare insieme e stare insieme con i propri pezzi per poi mostrarli agli altri come un dono prezioso di se stessi.


 

(Nadia Monteriso, segretaria amministrativa

“Il mio cammino inizia con un meraviglioso incontro di sguardi; sguardi capaci di precedere ogni parola. L’incontro con la Dottoressa Cristina Canino e con la biodanza non è sicuramente un caso. Il caso per me non esiste, quello che alcuni chiamano “caso” io preferisco chiamarlo "dono", perché ogni cosa che arriva nella nostra vita ci permette di imparare e crescere. Ho sempre pensato alla parola come mezzo potente per comunicare. La mia attenzione, prima di questo meraviglioso incontro, era centrata sull’importanza dello spirito, dimenticando quasi del tutto l’esistenza di un corpo; corpo che chiedeva a tutti i costi di potersi esprimere non solo con il "verbo" ma con uno dei sensi che credo sia quello più umano e importante, il tatto. L’esigenza di un tocco delicato e puro è fondamentale, tanto quanto il bisogno di aria cibo o acqua. Grazie al percorso di Biodanza ho preso coscienza e consapevolezza dell’unitá del corpo, un corpo che non è scisso dall’anima e da ciò che lo circonda, un corpo che ha bisogno di esprimersi e vivere in tutta la sua pienezza. Ringrazio Cristina Canino per il suo lavorare con il cuore, con passione, con-tatto, nel pieno rispetto e amore. Consiglio a chiunque questo meraviglioso cammino , perché forse sarebbe sufficiente usare maggiormente questo senso, il tatto, per migliorare il nostro corpo, il nostro sistema nervoso, la nostra creatività e lo star bene con se stessi e con gli altri.


 

 (Fabrizia Lignola, speaker radiofonica)

"NON C’È TRUCCO, NON C’È INGANNO": può succedere che si parli di tante belle cose senza poi riuscire sempre a tradurle veramente in realtà. Ecco, Cristina è come appare, molto disponibile anche oltre la lezione, autentica, si vede e si percepisce che crede veramente in quel che fa e propone… porta nella danza la sua autenticità e ti invita a fare lo stesso, a partire da quello che sei e a danzare quello che sei nel momento presente… in un mondo a volte pieno di aspiranti guru e salvatori, la sua proposta e’ semplice e rivoluzionaria: provare per credere… 


 

(Daniela Mancaniello, insegnante Liceo Classico)

Grazie Cristina. Per l’esperienza che ho avuto il piacere di vivere con il gruppo di Biodanza che tu magistralmente conduci. Non posso non lodare la tua professionalità, la sensibilità con cui riesci a cogliere, durante la condivisione, le necessità di ognuno dei presenti e a strutturare una sessione che soddisfi pienamente i nostri bisogni, tanto da farci sentire rinati alla fine della lezione. Attraverso le tue proposte Biodanzanti ho provato la vivencia, le emozioni sono affiorate nonostante la mia apparente scorza dura, sono entrata in sintonia con il me stessa, con il gruppo e con il mondo circostante. Sono consapevole che la strada è ancora lunga e ardua, ma sono soddisfatta di averla intrapresa…
Grazie ancora e arrivederci. 


 

(Annalisa Aiello, web promoter)

Postume sensazioni… La Biodanza come movimento (danza), o semplicemente movimento armonico su base musicale. Perchè BIO?… secondo me è un’opportunità di poter vivere danzando,o per meglio dire di attribuire "movimento" alla mia vita. Posso avere l’opportunità di riconnettere fisico e spirito, nel gruppo, che è parte essenziale del percorso. Grazie a Cristina Canino, che in modo assolutamente sereno e di tranquilla accoglienza si è posta in modo assolutamente equidistante da tutti; anche questo crea armonia, e nella figura centrale che è il cerchio, l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto. Grazie alla disponibilità di coloro che già praticano la Biodanza da tempo e grazie a chi ha provato, per la prima volta con spirito di curiosità. Perchè la Biodanza? Perchè non restiamo solo in attesa, ma siamo invitati ad un’azione meditativa, che attiva o potenzia il fluire dell’energia che è dentro di noi. Grazie".


 

(Liliana Nardi, psicomotricista)

"La biodanza è quell’altrove dell’anima necessario a smuovere maree di senso dentro te… senza troppe parole . Ci sono parole, credo, che appena pronunciate evaporano perchè come l’acqua scivolano in un mare di nonsenso eppure prima o poi il tempo della consapevolezza di noi stesse arriva sempre, come la risacca dopo l’onda. Ed è in questa sinuosità dell’onda che abbraccia chiunque faccia questa esperienza profonda che si manifesta l’amore, la nostra esasperazione dell’anima che impazzisce nel non trovare abbastanza immenso per costruire l’infinito noi…".


 

(Nadia Loreto, impiegata)

"…voglia di condividere la magnifica sessione di stasera… quante emozioni, quanta dolcezza, quanta tenerezza ci portiamo a casa, e nella vita di tutti i giorni… che bella energia che scorre tra di noi, energia pulita, amore puro e amicale che ti fa traboccare il cuore e lo consola da tutti i "vuoti" esterni… un pieno di energie, di sorrisi, di pianti liberatori e purificatori, di abbracci accoglienti, di carezze sfioranti il cuore…armonia pura… e pensare che soltanto e nemmeno un anno fa mi sentivo "un elefante che danza"… grazie di cuore Cristina Canino sei una forza che ci fa tirare fuori il meglio, nella libertà di espressione della forma e delle emozioni… difficile capirlo dall’esterno… tutto da provare… è un universo a parte…".


 

(Luisa Recchia, architetto, insegnante di biodanza)

"Biodanza con Cristina per me è stato un cammino di vitalità grinta e coraggio… una sfida. Da cogliere al volo per imparare a osare e tornare a sé in verità e bellezza".


 

(Alfonso Amatore, counselor)

"Sei stata accogliente, sorridente e quello che trapela sono la competenza e la fiducia di quel che per te può passare la Biodanza. Abile sia nello spiegare con chiarezza la disciplina che nel saper stare con semplicità con le persone coinvolte, assieme… Grazie!".


 

(Teresa Battista, attice)

"Ho bisogno di creare.Ho bisogno di nascere e piangere, ho bisogno di sentire la tua mano sul mio viso,ho bisogno di un abbraccio.
Ho bisogno di imparare a vivere ed ho bisogno di Te per farlo, perché quando andrò troppo veloce quando avrò il fiatone quando cammineremo insieme io saprò di non aver rispettato il tuo passo ed insieme possiamo crescere camminare, correre e danzare nella vita.


 

(Rosario Furiano, sociologo,
esperto in psicologia sociale
e mediazione di conflitti.
Insegnante tirocinante di biodanza)

"L’appuntameto con la Biodanza per me è il momento in cui mi scrollo da dosso tutte le tossicità e pian piano inizio il volo verso la leggerezza e la libertà’".


 

(Adriana Pirola, Facilitatrice abilitata di Biodanza,
musicista e terapeuta. Belo Horizonte-Brasile)

"Ad ottobre feci un viaggio a Napoli ed ho avuto il privilegio di conoscere personalmente il lavoro della facilitatrice di Biodanza Cristina Canino. Prima di andare in Italia, avevo già avuto contatti tramite FB con lei, la quale mi dette un’attenzione speciale. La lezione di Cristina fu morbida ed accogliente, era una lezione per principianti. La cura nella scelta delle musiche, la progressività e la padronanza che lei ha con la Biodanza, realmente facilitano i processi di liberalizzazione del corpo e dell’anima delle persone. Rimasi molto felice di danzare con gli italiani, ed ogni volta mi convinco di quanto è meraviglioso questa comunità di biodanza, come in una famiglia: il sentirsi bene è appartenente ad una ruota, perché la Biodanza sopravvale questioni culturali, quando parliamo di affetto, d’amore, che sono temi universali".


 

(Gianluca Galoppo, archivista storico)

Prima di conoscere Cristina e la Biodanza ero incapace di esprimere liberamente il mio fuoco interiore, vivevo in un’armatura di ghiaccio e mi nascondevo a me stesso…la Biodanza per me è una sfida continua, riuscire ad accedere al mio fuoco sano e farlo bruciare libero di Vita”.


 

(Sandra Martinez, specialista finanziario)

"Le parole sono spesso un limite, la biodanza va oltre questo limite, per questo é impossibile spiegarla, bisogna viverla… emozioni e consapevolezza sono le basi per la crescita della nostra anima che ogni volta si nutre del bello che ogni essere umano scopre in sé. La libertà di essere scevra dal giudizio, da schemi imposti che limitano e condizionano tutti i rapporti, primo tra tutti quello con se stessi. Libertà, amore, gioia, forza, leggerezza".


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